Italian poem
Tu ch'hai ne l'alba tua sera immatura
by Giuseppe Artale (1628–1679)
Tu ch’hai ne l’alba tua sera immatura e sei nell’orto un abortito infante, io ti son madre, culla e sepoltura, tu vita e matricida agonizzante. Sorte è aver madre e averla è tua sventura; nòci innocente, ancor non balbettante mie colpe accusi; ed io pietosa e dura madre t’uccido, e ti composi amante. Mori! Morte mi dan le tue dimore; ti dá chi ti diè vita ore sí corte per svenar con tua morte il proprio errore. Amor ti diede (oh Dio!) la vita in sorte a dispetto d’onore, ed or l’onore a malgrado d’amor ti dá la morte.