Italian poem
Qui sagace l'ingegno e 'l saldo amore
by Giuseppe Artale (1628–1679)
Qui sagace l’ingegno e ’l saldo amore e di Cristo e del ladro oggi si mira; questo del primo ardir perde il vigore, quei del giusto rigor depone or l’ira. Questi l’empio furor cangia in fervore e quei fervor ne l’altrui petto inspira; quei vuol, quei dona, e in quello e in questo core l’industria, o Pietro, e la pietá s’ammira. Cristo, ai martir giunto di morte in atto, dá glorie a quello e con pietoso zelo ne la sua povertá prodigo è fatto. Rapace è l’altro, e dal corporeo velo pria che l’anima uscisse, egli ad un tratto ruba a costui con un sospiro il cielo.
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