Italian poem
Sparsi sangue ed inchiostro, e in ciel straniero
by Giuseppe Artale (1628–1679)
Sparsi sangue ed inchiostro, e in ciel straniero diedi d’alte speranze ésca al desio; ma invan, ché fei sotto Saturno austero, martire del destin, ritorno a Dio. Or di quel ch’io girai doppio emisfero, e del mare e del suol vario e natio, tanto mar, tanto suol converso in zero, questo zero mi chiude, e questo è il mio. Cosí, se nel tenor d’aspra sventura non posai vivo, a la fatal partita presto a l’ossa riposo in sepoltura. Riposo, e non mi svegli alma imperita; ch’io temo, oimè, l’immortal mia sciagura non torni a l’ire, e mi richiami in vita.
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