Italian poem
Frammento 1
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Con la fida lucerna Spesso del meditar prendo diletto, Virtù che l’uomo eterna Derivando dai libri all’intelletto.
Il solitario lume Guizza sull’alba, e inaridito manca. La parete e il volume Trema, e svanisce alla pupilla stanca.
Tace la mente, ed erra Da subiti fantasmi esagitata, E il cor mesto si serra Come perdendo una persona amata.
Ma nel buio profondo Splende alla fantasia luce divina: E oblia la vita e il mondo L’innamorata mente peregrina.
Varca i secoli, e gli anni Scorda che il ciel le diè mesti e fuggenti: Poi torna ai noti affanni, O rivive nei suoi giorni ridenti.
Also available with a spoken translation into English in the reader.