Versos Italian Giuseppe Parini IX. Il brindisi

Italian poem

IX. Il brindisi

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Volano i giorni rapidi del caro viver mio: e giunta in sul pendio precipita l’etá. Le belle, oimè! che al fingere han lingua cosí presta, sol mi ripeton questa ingrata veritá. Con quelle occhiate mutole, con quel contegno avaro, mi dicono assai chiaro: — Noi non siam piú per te. — E fuggono e folleggiano tra gioventú vivace; e rendonvi loquace l’occhio, la mano e il piè. Che far? Degg’io di lagrime bagnar per questo il ciglio? Ah no! miglior consiglio è di godere ancor. Se giá di mirti teneri colsi mia parte in Gnido, lasciamo che a quel lido vada con altri Amor.

Volgari le spalle candide volgano a me le belle: ogni piacer con elle non se ne parte alfin. A Bacco, all’Amicizia sacro i venturi giorni. Cadano i mirti; e s’orni d’ellera il misto crin. Che fai su questa cetera, corda che amor sonasti? Male al tenor contrasti del novo mio piacer! Or di cantar dilettami tra’ miei giocondi amici, auguri a lor felici versando dal bicchier. Fugge la instabil Venere con la stagion de’ fiori; ma tu, Lieo, ristori quando il dicembre usci. Amor con l’etá fervida convien che si dilegue; ma l’Amistá ne segue fino all’estremo di. Le belle, ch’or s’involano schife da noi lontano, verranci allor pian piano lor brindisi ad offrir. E noi, compagni amabili, che far con esse allora? Seco un bicchiere ancora bevere, e poi morir.