Versos Italian Giuseppe Parini IX. Alceste

Italian poem

IX. Alceste

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Ne’ piú remoti secoli apparver strane cose, che poi son favolose credute a questa etá. Lascio conversi in alberi, in sassi, in fonti, in fiumi e gli uomini ed i numi; cose che il vulgo sa; sol parlo d’un miracolo, ch’or niegan le persone, non so se per ragione o per malignitá. Questo è una donna egregia, che, per salvar da morte uno infermo consorte, lieta a morir sen va. Ed ei, da morte libero e da la moglie insieme, odia la vita e geme, e vuol la sua metá; fin che un amico intrepido, per lui sceso a lo inferno, la toglie al fato eterno; e intatta a lui la dá.

Alceste, Admeto ed Ercole a te, gentil cantore, poetico furore veggo che inspiran giá. Dunque il bel caso pingine; e fa’ de’ prischi tempi veri parer gli esempi d’amore e d’amistá. Sai che d’Admeto pascere Febo degnò gli armenti: sai che de’ suoi lamenti ebbe di poi pietá. Oh quanto a tai memorie avrá diletto! Oh quanto dal sublime tuo canto rapito penderá!