Versos Italian Guido Cavalcanti Li occhi di quella gentil foresetta

Italian poem

Li occhi di quella gentil foresetta

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Li occhi di quella gentil foresetta ànno distretta sì la mente mia, ch’altro non chiama che lei, nè disia.

Ella mi fere sì, quando la sguardo, ch’i’ sento lo sospir tremar nel core. Esce de li occhi suoi, là ond’io ardo, un gentiletto spirito d’amore, lo qual è pieno di tanto valore, che, quando giunge, l’anima va via, come colei che soffrir no ’l poria.

I’ sento pianger for li miei sospiri quando la mente di lei mi ragiona; e veggo piover per l’aere martiri che struggon di dolor la mia persona sì, che ciascuna vertù m’abandona in guisa, ch’io non so là ’v’i’ mi sia: sol par che morte m’aggia ’n sua balia.

Si mi sento disfatto, che mercede già non ardisco nel penser chiamare: ch’i’ trovo amor che dice: — ella si vede tanto gentil, che non po’ ’maginare ch’om d’esto mondo l’ardisca mirare, che non convegna lui tremare in pria; ed io s’i’ la guardasse ne morria. —

Ballata, quando tu sarai presente a gentil donna, sai che tu dirai de la mia angoscia? Dolorosamente di’: — quello che mi manda a voi trovai; però che dice che non spera mai trovar pietà di tanta cortesia, ch’a la sua donna faccia compagnia.