Italian poem
La forza
Bestialità divina, amico Mario, quando affatichi i muscoli ben atti e cingi, e premi, ansando, e scuoti a tratti il torso dell’atletico avversario!
Bene sai l’arte della forza. In vario modo lo spossi e incalzi e pieghi e abbatti; ti sussulta nei muscoli contratti non so che desiderio sanguinario.
Gràvagli sopra, crudelmente bello, con le scapole fa ch’egli riverso tocchi la rena e «vinto» gli si gridi!
Ridevole miseria d’un cervello quando il proteso già pollice verso «Uccidi — griderei — Uccidi! Uccidi!»