Italian poem
Tu che le risa improvvide e lo scoppio
by Iacopo Vittorelli (1749–1835)
Tu che le risa improvvide e lo scoppio fuggi del baccanal che assorda l’aria, e ne la cameretta solitaria bevi tranquillo il filosofic’oppio; queste, che ad aureo volumetto accoppio, rime, o Fernando, d’armonia si varia, che la vezzosa innamorata Alaria piangendo meditò sul colle doppio; ricevi, amico: e se pietá conforme darle non sai, perdona a quella smania che di ragion la traviò da Torme. Non viene Amor per tenderti la pania, ma perchè gode che in discrete forme uno stoico gentil lo chiami «insania».