Italian poem
O fortissimo alunno del temuto
by Iacopo Vittorelli (1749–1835)
O fortissimo alunno del temuto erculeo Marinon, giovine atleta, che sospingi col braccio nerboruto il cuoio volator oltre la meta; non odi tu fra il popolar saluto voce, piú ch’altra, romorosa e lieta? È mio quel plauso, è mio quel grido acuto; nè basto a raffrenarmi: io son poeta. Chi vincer ti potria, se quella destra che fa stupir le genovesi arene, teco scendesse unita a la palestra? Voi di greco valore alme ripiene, voi rapireste il lauro e la ginestra ai gagliardi d’Olimpia e di Micene.