Italian poem
Tra le rovine di Aquileia
by Ippolito Nievo (1831–1861)
quante volte il vomero lucente nell’aprir la benefica ferita del solco, entro cui poscia la semente rinnoverà il prodigio della vita,
destò una secolare urna, dormente sotto la terra dell’umor nutrita delle tristi reliquie, e dal fiorente rigoglio delle fronde redimita.
Apparve allor sopra la morte il vanto tener la vita, e dalle morte cose sempre di vita germinar l’incanto,
sì che ogni zolla rorida di pianto può coronarsi di un cespo di rose, e da ogni rosa può sbocciare un canto.