Italian poem
Clizia fatto son io: colui sei vede
by Jacopo Sannazaro (1457–1530)
Clizia fatto son io: colui sel vede che del mio strazio si nutrica e pasce. La notte piango, e poi, da che ’l dì nasce, seguo il mio sol, fin c’al suo albergo riede. Né posso (oh sempre a me nemica fede!) far sì c’un punto respirar mi lasce. Or veggio che dal dì ch’io piansi in fasce, del viver mio l’augurio il ciel mi diede: che già devea così, piangendo sempre, tener quest’affannoso, aspro vïaggio, ove il mio mal sovente e morte chiamo. O vago, o alto, o fuggitivo raggio, o d’un cor duro adamantine tempre, quando mai sarò giunto al fin ch’io bramo?