Italian poem
Canzone III.
Listen in the readerWatch the reading
Donne, i’ allevo un uccello, un uccel c’ha ’l becco rosso; i’ lo imbecco come i’ posso: non vedesti mai il piú bello. Egli è giá tanto cresciuto, che mi par quasi allevato, bianco e grosso e ben pasciuto, che par un bambin fasciato; anzi in modo è diventato che par de’ giudei il rollo, ché non è mai sí satollo che non becchi anche un ciantello. Egli ha sol questo difetto che tra gli uomin non fa motto; tra le donne sí vel metto, rizza il capo in su di botto; poi s’ingegna entrar lor sotto, apre un tratto l’occhiolino, poi ritruova il bucolino, come il topo o il pippistrello. Quando egli è poi stato un poco, egli pare aver mal fatto; poi gli par pure un bel gioco: vorre’ fare un altro tratto; s’i’l posso campar dal gatto, un dí vel farò vedere, ma non vi parrá sparviere, ché non porta mai cappello.
Also available with a spoken translation into English in the reader.