Italian poem
Canzone III.
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Benché io rida, balli e canti, e sí lieto paia in vista, l’alma è pure afflitta e trista, e sta sempre in doglia e in pianti. Tanto tempo io ho seguíto un mio sol gentil signore; tanto li son drieto gito, sí come ha voluto Amore: hogli dato l’alma e il core, stato son fedel suggetto: or, non giá per mio difetto, son tra’ piú infelici amanti. Io non ne do colpa alcuna a chi è tutto il mio bene; sol la mia aspra fortuna è cagion di tante pene; da lei ogni mio mal viene; ma facci quel che la vuole: non andrò drieto a parole, ma terrò nel cor diamanti.
Also available with a spoken translation into English in the reader.