Italian poem
Canzone XV.
Non so che altro paradiso sia, quando amor fussi sanza gelosia. Quando amor fussi sanza alcun sospetto, lieta saria la vita degli amanti, e ’l cor pien di dolcezza e di diletto da non aver invidia in cielo a’ santi. Ma, lasso a me, cagion di quanti pianti è questa maladetta gelosia! Troppo sarebbe il cor contento e lieto, poi ch’Amor fa contenta ogni mia voglia; ma parmi tuttavia mi vegga drieto un che ’l mio ben mi furi, e per sé il toglia: questo pensiero il cor mi priva e spoglia d’ogni dolcezza: ah trista gelosia! Ma io ho tanta fede, o signor mio, nella tua gentilezza, o fedel core, che questo caccia ogni sospetto rio, e so che fia eterno il nostro amore: degno me ne facesti, o car signore, ond’io non ho sospetto o gelosia. Tu non mi amasti per farmi morire; tu hai sí gentil cor, però non puoi il fedel servo tuo giamai tradire, e farlo disperar so che non vuoi. Il tuo bel viso par mi voglia dire ch’io viva lieto e sanza gelosia.