Italian poem
Canzone XVIII.
Chi non è innamorato esca di questo ballo, ché faria fallo a stare in sí bel lato. Se alcuno è qui, che non conosca amore, parta di questo loco; perch’esser non potria mai gentil core chi non sente quel foco. Se alcun ne sente poco, sí le sue fiamme accenda, che ognun lo intenda; e non sará iscacciato. Amor in mezzo a questo ballo stia, e chi gli è servo, intorno. E, se alcuno ha sospetto o gelosia, non facci qui soggiorno; se non, che arebbe scorno. Ognun ci s’innamori, o esca fuori del loco tanto ornato. Se alcuna per vergogna si ritiene di non s’innamorare, vergognerassi, s’ella pensa bene, piú tosto a non lo fare: non è vergogna amare chi di servirti agogna; saria vergogna chi gli fussi ingrato. Se alcuna ce ne fussi tanto vile, che lasci per paura, pensi bene che un core alto e gentile queste cose non cura. Non ha dato Natura tanta bellezza a voi, acciò che poi sia il tempo male usato.