Italian poem
Canzone XIX.
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Come poss’io cantar con lieto core, s’io non ho grazia piú col mio signore? Io vo’ lasciare canti, balli e feste a questi piú felici e lieti amanti; perché il mio cor d’un tal dolor si veste, che a lui conviensi dolorosi pianti. Chi è contento si rallegri e canti, perch’io vo’ pianger sempre a tutte l’ore. Anch’io fui giá contento, come vòlse Amor; ché ’l mio signor m’amava forte: ma la Fortuna invidiosa volse in tristi pianti ogni mia lieta sorte. Omè, che meglio sare’ suta morte, che aver sí poca grazia con Amore! Un sol conforto il core sbigottito consola e l’alma in tanto suo dispetto; perch’io ho sempre il mio signor servito con pura fede e sanza alcun difetto: però, s’io muoio a torto, almeno aspetto che, morto ch’io sarò, n’ará dolore.
Also available with a spoken translation into English in the reader.