Italian poem
III. Il testo
Qual maraviglia, se ognor piú s’accende quel gentil foco in cui dolcemente ardo? Se mille volte quel bel viso guardo, mille nuove bellezze agli occhi rende. Il cor, cui beltá nuova ognor discende, si maraviglia e duol del fral mio sguardo che sia a tanto ben conoscer tardo, e come o cieco o pigro lo riprende. Piangon gli occhi accusati; Amor li vede e scusandoli allora al cor favella da’ pietosi occhi della donna mia: — Infinito è il valore onde procede agli occhi tuoi bellezza ognor novella: l’occhio è finito; il foco eterno fia.