Versos Italian Lorenzo Magalotti Odi, Nise, che vivanda

Italian poem

Odi, Nise, che vivanda

by (1637–1712)

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ODi, Nise, che vivanda A noi manda Con quest’ultimo corriere La bell’Isola incantata, Sede amata Del bel tempo e del piacere, Storditella Non intendi, E comprendi Tanto men, quanto più pensi: La bell’Isola incantata, L’avvocata Pietosissima de’ sensi. Ne men or? Poter del mondo! Gl’è un pò tondo, Cara Nise, il tuo cervello. La bell’Isola, che Amore Per onore Nominò Cipro novello: Quella, dove la sua Madre Dalle squadre, Onde l’Asia è così altera, Rifugissi, allor che vinta Fu rispinta D’Amatunta e di Citèra; E cotanto ivi si giacque, Che in quell’acque Semi ascose di beltade Da fiorire al caldo, al gelo Di quel Cielo Per le belle alme contrade. E ’l gran Dio della fierezza Per finezza Alla diva del suo cuore Due miniere illustri e chiare, Terra e Mare, Fè di gemino valore. D’Inghilterra (intenti ancora? Oh in buon ora!) D’Inghilterra, storditella!, D’Inghilterra, il bel paese Sì cortese, Onde solo Europa è bella. D’Inghilterra dunque è giunto In buon punto Un gentil vago lavoro Bianca pasta odorosetta, Liquidetta Di tre sensi almo ristoro. Una pasta profumata, Dilicata, Che vien sangue in un momento. Basti dir, che l’inventrice Sua felice Le diè nome di Contento. Or ascolta. In sulla libra M’equilibra Riso e mandorle in farina Fino al riso è poca cosa; Faticosa Ben’è l’altra e pellegrina. Se le pesti, ecco un’unguento: Sul tormento Del fornel se tu le poni, Poco è il poco e troppo il troppo: Di galoppo Se ne passano a carboni... Io ’l dirò, Nise, ma a patti Che rimpiatti Nel tuo petto il gran segreto, Non vuol esser molinello, Non pestello, Ma grattugia: e tiello cheto. Grattugetta traditora, Che in brev’ora Tanto lecchi e tanto morda, Ch’ogni mandorla al precetto Del vaglietto A risponder non sia sorda Colla pingue limatura, Mal sicura Dal respir, cotanto è lieve, Staccherai con man soave La sì grave Del tuo riso asciutta neve. Quì per terzo, in peso eguale Verrà ’l sale Così dolce, onde ’l Brasile Viver sempre dona a tutti Fiori e frutti Con miracol sì gentle. Poi fiorisci il tuo muschietto D’un spruzzetto Della dura Indica noce, Che colà nell’Oriente Febo ardente Dal Zenìt profuma e coce. Nè sdegnar due fila sole, Ma veh sole, Del bel manto giallo in ore Di quel fior che nuovo Mida Si confida Quanto ei tocca cinger d’oro, Bianco sugo, in cui converse, O disperse Il suo verde il prato erboso, Nelle mamme d’una bella. Vecchiarella, Che fè Padre il nuove Sposo, Piovi ardita in sulla massa, Che s’abbassa Nell’argento, in cui s’intride, E sì stretta vi s’alloggia, Ch’altra pioggia Par, che inviti, o che disfide. Sia la pioggia d’acqua pura, Qual Natura Già dal Ciel la lascia andare: Solamente sia bollente, Sia cocente, Sia bastante ad allungare. Allungar quel denso latte, Che combatte A favor di due farine La pigrizia d’un palato Dilicato, Che vuol rose senza spine. Tempo o Nise, è d’investire, Di ferire Col martel, che frulla, e spacca, Che fa stragi sì famose, Sì spumose Nella manna di Caracca. Frulla in giro quella clava, Ch’è sì brava, Che co’ denti onnipotenti Quanto più rompe e disgiunge, Più congiunge I divisi Ingredienti. Indi posti in sulla brace Dà lor pace, Ma non sì, che tra di loro A ogni tanto il turbinetto Velocetto Non ritorni al suo lavoro. Quando poi la colta pasta Se gli appasta Tenacetta alquanto in giro, Per dar cenno, ch’ella è fatta, E tu ratta Tolla via da quel martiro, Solo aggiunge la Ricetta, Ch’ambra eletta, Macinata fina fina Da staccetto di zendado Rade rado, Vi si asperga come brina. Ch’a misura, che s’infonde Si confonde Presto presto in sua sostanza Coll’ambrosia tepiduccia, Che si succia Quella liquida fraganza. Pria che freddi, in porcellana La sovrana Delle terre la Reina, Versa giù soavemente. Lietamente La superba gelatina. E di quel con fiori adorno Fatto intorno Un bel argin di cristallo, La presenta alle tue belle Damigelle Scalmanate a mezzo il ballo. Oh qual gloria, Nise mia Per te fia Regalar l’Etrusca Terra! Le del Tebro amate sponde Far gioconde Col Contento d’Inghilterra?