Italian poem
I. - Perché Fortuna, non vuoi che io...
Perché, Fortuna, quel ch’Amor m’ha dato, vommi contender tu l’avorio e l’oro, l’ostro e le perle e l’altro bel tesoro, di ch’esser mi credea ricco e beato? Per te son d’appressarmeli vietato, non che gioirne, e in povertá ne moro; non con piú guardia fu su ’l lito moro il pomo de l’Esperide servato. Per una ch’era al precioso legno, cento custodie alle ricchezze sono, ch’Amor giá di fruir mi fece degno. Ed è a lui biasmo; egli m’ha fatto il dono; che possanza è la sua, se nel suo regno quel che mi dá non è a difender buono?
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