Italian poem
III. - Invecchia, ma i vizi non scemano. Che festa al suo arrivo fará Caronte!
Cosmico, il si avicina il giorno extremo, Il capo hai bianco e càscanti li denti, né piú andar pòi se non cum passi lenti; al mortal segno piú che strai corremo. Ma, se in te il natural calor è scemo, non è scemato il vizio, e non te penti. In questa ultima etá, aimé, non senti Caron’ che batte giá per l’onde il remo? Oh che piacer ará di parlar teco quel vecchio, che non ebbe in barca mai spirto che avesse tanti vizi seco!
Quando il triente in premio gli darai: — Piú te daria, dirai, se avesse meco quel che a Giovanni Lateran robai. — E come giongerai su l’altra ripa, quel che fia piú presto a portar a Pluton nova di questo, se fusse il piú scelesto spirto de inferno, fie subitamente per sempre fatto di la pena esente.
More by Ludovico Ariosto
- II. - Troppo elevate le grazie di lei...
- III. - Bembo. Apparizione della sua...
- III. - Finalmente sta per essere...
- III. - Firenze invoca la guarigione del...
- III. - Nessun pastore fu mai piú felice...
- III. - Pur disperando di vincere la...
- III. - Sappia la sua donna che, non...
- III. - Speme e Timore in lotta «per un'alma gentil»