Italian poem
VII. - Altro che corona di lauro! Avrá una mitra
Tu credi aver di lauro una girlanda, né sai che ’l si apparechia altra corona; la mitra arai se ’l vulgo il ver ragiona, premio condegno a tua vita nefanda. Farmi veder che l’ultima vivanda te porti il Cavalier, e ogni persona racolta in piaza; l’amor che mi sprona ch’io t’avisi di questo mi comanda. Non ti fidar di quel to fra Zanetto, tu sai pur che ’l c’è sopra l’eresia, la qual, s’ha nido alcun, l’ha nel to petto. Per cognoscerti ben, in compagnia teco ne vien; l’ha doppio il scapuzetto; domanda quel che ’l fece in Ungaria. Gualtier te ne sapria dir ancor lui; essendo in carcer rio, gabbar lo vòlse questo gabba Dio. Fugil, Cosmico mio, e non strinar sí il cul di Alfonso Trotto, che resti como un pollo al fuoco cotto.
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