Italian poem
XXXI. - Meglio tacere che dilettar...
Se con speranza di mercé perduti ho i miglior anni in vergar tanti fogli, e vergando dipingervi i cordogli che per mirar alte bellezze ho avuti; e se fin qui non li so far sí arguti che l’opra lor cor ad amarmi invogli; non ho da attender piú che ne germogli nuovo valor ch’in questa etá m’aiuti. Dunque, è meglio il tacer, donne, che ’l dire poi che de’ versi miei non piglio altr’uso, che dilettar altrui del mio martíre. Se voi Falare sète, io mi v’escuso, ché non voglio esser quel che, per udire dolce doler, fu nel suo toro chiuso.
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