Italian poem
XXXIV. - Amore lo ha incatenato; perché...
Privo d’ogni mio ben, sto pur fermato in cieco laberinto di speranza, e non m’aveggio ch’altro non m’avanza se non guerra, dolor e mortal stato. Lasso! gli è pur gran duol l'esser ligato da catena crudel; ogni possanza dal disio vinto veggio. Ahi, cruda usanza! dura legge d’Amor! son pur sforzato. Almen, poi che Fortuna d’alto seggio m’ha posto in basso stato, se ti cale di mia misera morte, ciò ch’io cheggio concedi, fiero veglio; un aureo strale le punga il cor e siamo ambi a un pareggio, a ciò ne vada pur la pena e ’l male.
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