Italian poem
Marina
by Luigi Gualdo (1844–1898)
Par quasi nero il mare sconfinato Sotto il cielo pesante e cupo. Il vento Tace e tutto ne sembra addormentato; Nella natura ogni volere è spento.
Dovunque regna una oppressiva pace, S'odono mormorii sottomarini. Si dirìa ferma alfin l'ora fugace E che immobili pendano i destini.
Ma è minacciosa la profonda e mesta Calma che rassomiglia ad una morte... Ed ecco, lungi, un soffio di tempesta Ed un fragor di ferree infrante porte!
Sordo rumor e lampi ardenti e tuoni, Tenebra fitta e luce che ne abbaglia... E in mezzo alle fulgenti visioni La letale magia della battaglia!
XXX.