Italian poem
43. La ragion meco si lamenta e dole
La ragion meco si lamenta e dole, parte ch’i’ spero amando esser felice; con forti esempli e con vere parole la mie vergogna mi rammenta e dice: — Che ne riportera’ dal vivo sole altro che morte? e non come fenice. — Ma poco giova, ché chi cader vuole, non basta l’altru’ man pront’ e vittrice. I’ conosco e’ mie danni, e ’l vero intendo; dall’altra banda albergo un altro core, che più m’uccide dove più m’arrendo. In mezzo di duo mort’ è ’l mie signore: questa non voglio e questa non comprendo: così sospeso, el corpo e l’alma muore.
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