Italian poem
Quant'è ch'io sospirava, e che piangea
by Niccolò Forteguerri (1419–1473)
Quant’è ch’io sospirava, e che piangea, Per far latino il mio sermon toscano, Ed ora l’una, ed ora l’altra mano Tremante a dura sferza, ahimè!, stendea? Quant’è ch’ora vincea, ed or perdea Co’ miei Compagni al corso, e per lo vano Aer lieve spingea globo lontano, E ’l sudor dalla fronte io mi tergea? Quant’è ch’all’apparir d’Aprile e Maggio Prendeva in man le varie di colore Vaghe farfalle, e lor faceva oltraggio? Sono otto lustri, e pur mi sembran ore. Oh come dell’età presto è il viaggio! Uom nasce appena, che s’invecchia, e muore.