Versos Italian Niccolò Machiavelli Canto de' romiti

Italian poem

Canto de' romiti

by (1449–)

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NEgli alti gioghi del vostro Apennino, Frati siamo, e Romiti, Or qui venuti in questa Città siano; Imperocchè ogni Astrologo, e Indovino V’han tutti sbigottiti, Secondo che da molti inteso abbiano, Ch’un tempo orrendo, e strano Minaccia ad ogni Terra Peste, diluvio, e guerra, Fulgor, tempeste, tremuoti, e rovine. Come se già del mondo fosse il fine. E voglion soprattutto, che le Stelle Influssin con tant’acque, Che ’l mondo tutto quanto si ricopra; Per questo, donne graziose e belle, Se mai servir vi piacque, Alcuna cosa vi sia disopra, Nessuna discopra, Per farci alcun riparo; Perciocchè ’l Cielo è chiaro, E vi promette un lieto Carnovale, Ma chiunque vuole apporsi, dica male. Fien l’acque il pianto di qualunque muore Per voi, o donne elette: I tremuoti, e rovine il loro affanno, Le tempeste, le guerre fien d’amore; I folgori, e saette Fieno i vostri occhi, che morir li fanno: Non temete altro danno, Che sia quel, ch’esser suole. II Ciel salvar ci vuole; E poi chi vede il Diavol daddovero, Lo vede con men corna, e manco nero. Ma pur se ’l Ciel volesse vendicare I mortai falli, e l’onte, E che l’umana Prole andasse al fondo; Di nuovo il Solar Carro faria dare Nelle man di Fetonte, Perchè venisse ad abbruciare il mondo: Pertanto Iddio giocondo Dall’acqua v’assicura; Al fuoco abbiate cura: Quello giudizio molto più v’affanna, Se secondo il fallire il Ciel condanna. Pur se credete a questi van romori, Venitene con noi Sopra la cima de’ nostri alti sassi; Quivi starete a i nostri Romitori, Veggendo piover poi, Ed allagar per tutto i luoghi bassi: Dove buon tempo fallì, Quanto in ogni altro loco; E cureremci poco Del piover: che chi fia lassù condotto; L’acqua non temerà, che gli sia sotto.