Italian poem
In Mare
Eccoti o mar, solenne ed infinito, Del divino poter simbolo e stampa: Eccoti, e in faccia a te cade atterrito L'occhio che di febea fiamma divampa.
Sei tremendo nell'ira e al tuo ruggito Non regge prora e poppa mai non scampa, Ma nella calma tua, liscio e pulito, Sembri la ciccia di Minghino Svampa.
Ecco un'aura d'amor scende dal cielo E va dell'onda che pur or posava Soavemente accarezzando il pelo.
E la persona mia che lorda stava, Ora la porgo aperta e senza velo Al mar che me la bacia e me la lava.