Italian poem
Io
Io, diventata vacca Per volontà di Giove, Fessa, dolente e stracca, Così diceva al bove:
«Come mi sento fiacca E rotta in ogni dove! Non valgo una patacca In queste forme nuove:
»Il fieno m'è indigesto E i visceri m'annoda In modo disonesto.
»L'utile sol ch'io goda Nel mutamento, è questo: Che guadagnai la coda.»