Italian poem
Inno
In lectulo meo per noctes quaesivi quem diligit anima mea: quaesivi illum et non inveni, CANT. CANTICOR. III. I.
--«Guarda, mortal, le fiamme De' larghi occhi lucenti E le chiome fluenti Sulle superbe mamme. Guarda! L'estremo lembo Gittai che ti copriva La pubertà giuliva Che mi fiorisce in grembo.
Vieni e sui fior ti giaci E me sui fior ricevi; Tra le mie labbra bevi Il dolce miel de' baci, I lombi miei circonda Con le possenti braccia, Stringimi al sen la faccia E l'amor mio feconda.»--
Così parlò e sorrise La Dea porgendo il fianco Soavemente bianco Al giovinetto Anchise Poi volse le parole In gemiti sommessi E dei divini amplessi Fu testimonio il sole.
Vittima anch'io d'Amore Omai dispero aita Poi che la sua ferita Mi sanguina nel core, Nè lacrimar mi vale Nè maledir, costretta A spasimar soletta Sul vergine guanciale.
Che se fugaci istanti Di pace al sonno chiedo, Mille fantasmi vedo Pel glauco ciel vaganti. Passa sul campo arato Caldo di nozze il vento E in se recar lo sento La febbre del peccato.
Desta così all'ebbrezza Del germinar, la terra Le viscere disserra Del sole alla carezza E con le carni e il core Arsi da fiamme arcane, Urlan le genti umane «Amore, amore, amore!»
Tra l'ombre e gli spaventi Delle materne selve Si stringono le belve In ciechi accoppiamenti E dalle fulve arene Che il mar commosso esclude Perfidamente ignude Mi chiaman le sirene,
Mentre di Bromio stanche, Roche per gli ebbri canti, Le lubriche Baccanti Gittan le vesti bianche E sui compressi fiori Curvan le rosee forme Sotto l'impulso enorme Dei Fauni assalitori.
E allor mi desto sola Sul letto immacolato Coll'urlo disperato Del mio martirio in gola.... Deh, morrei pur gioiosa Se fossi in quel momento Segnata dal cruento Stigma di nuova sposa,
Se nella gonfia mole Dell'utero fecondo Balzar sentissi il pondo Della concetta prole, Se alfin delle mie pene Lieta chiudessi il ciglio Addormentando un figlio Tra le mammelle piene!
O Dea, Madre, Signora Dei vivi e della vita, Dal mar di Cipro uscita Al bacio dell'aurora, Che il premio a noi concedi Nella tenzon gentile Ed al vigor maschile Il fior del sangue chiedi,
Se di perenni rose T'ornino ancor l'altare Le verginelle ignare E le conscienti spose, Se l'atra onda Letea Il biondo Adon ti renda, Pietà di me ti prenda Madre, Signora, Dea!