Italian poem
LII
Volavano le rote incontro al vento senza lasciar la traccia in sul terreno e dal pian taciturno e sonnolento tepido a me salìa l’odor del fieno.
Nella profondità del firmamento cominciavan le stelle a venir meno; tremava una sottil riga d’argento su l’orizzonte limpido e sereno,
quando, su da le case ormai destate, per le finestre aperte, al ciel saliva il canto delle donne innamorate
e ne l’alba del dì, nella giuliva serenità de la feconda estate, bianca davanti a me la via fuggiva.