Versos Italian Olindo Guerrini VI

Italian poem

VI

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Chiusa la tomba, nel silenzio eterno non dormiranno i morti e il giovinetto, dall’amplesso paterno riconfortato e stretto,

— Padre — susurrerà — padre, mi senti? Io sono il Manlio tuo, son la carezza che degli anni cadenti t’addolcì l’amarezza!

Ma non mi domandar, dell’infelice terra che amammo, le sinistre sorti. O, tre volte felice chi riposa tra i morti!

Meglio narrarmi come un dì lanciavi al fiero assalto le camicie rosse e la terga incalzavi delle schiere percosse.

Dimmi Calatafimi ed il ciglione su cui la schiera degli eroi saliva, ricordami Bigione e chi per lei moriva.

Ricorda tu quel che soffrir conviene per mantener le libertà giurate e strappar le catene dalle braccia piagate.

Oh, meglio in questa tomba, o padre mio, che vigile gendarme al Vaticano! Meglio l’eterno oblio che lo sdegnarsi invano.

Meglio anzi tempo reclinar la testa morta, della speranza in sulla soglia, che goder nella festa di chi la madre spoglia.

Oh, padre, non temer! Parlami. È sorda Questa plebe d’ingordi a’ detti tuoi. L’Italia non ricorda nemmeno i morti suoi!