Versos Italian Olindo Guerrini XV

Italian poem

XV

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Ultimo fior dell’epopea romana, nato di sacrificio e di virtù, o fior di villa Glori e di Mentana, la tua radice non germoglia più.

Il vermiglio color di fiamma viva parve pericoloso alla viltà; troppo gagliardo il calice s’apriva ai primi baci della libertà

e tosto i bocci sullo stel fiorente la moderata forbice castrò, poi l’italico bue stupidamente la sacra terra che ti crebbe, arò.

Sotto il pungolo vil dell’interesse, dei martiri tra l’ossa il solco aprì; ma quando biondeggiò pingue la messe, il publicano se ne impadronì.

E ben ci sta. Come la nebbia incombe sui colli sacri dove crebbe il fior, così, freddo l’oblio, copre le tombe dove riposa dell’Italia il cor,

il generoso cor che non pesava, nelle battaglie il quando ed il perchè, ma che del sangue suo crocesignava, crisma divino, sulla fronte i Re.

Ed or, poveri morti, ai soddisfatti troppo la soma del dover pesò. L’istessa lingua che giurava i patti, ruppe la fede data e spergiurò,

mentre voi che giuraste — o Roma, o morte l' eterno sonno lo dormite qui, dove, quadrata, l’ultima coorte gittò l’ultimo grido e poi morì.

Ultimo fior dell’epopea romana, nato di sacrificio e di virtù, o fior di Villa Glori e di Mentana, la tua radice non germoglia più!