Italian poem
XV
Son tre giorni che vivo in sulle spine, son tre notti che veglio, aspetto e spero. Sento che sovra me passa un mistero carico di tempeste e di rovine.
Dove siete oramai lunghe mattine in pace date all’operar severo, giorni sereni senz’alcun pensiero, notti liete di voi, Muse divine?
Ora livido è il cielo e tace il vento ed in silenzio la natura aspetta che il primo lampo accenda il firmamento.
A me d’intorno la famiglia stretta, palpitando d’angoscia e di spavento, attende lo scrosciar della saetta.