Italian poem
XXXI
Conosco un vagabondo De’ più straordinari Che sciupa i suoi denari Senza un costrutto al mondo.
Disutilaccio e tondo Viaggiando senz’affari, Ozia in tutti i più vari Siti del mappamondo.
Certe lingue di fuoco Che nel mese passato Lo chiamavan dappoco,
Ora l’han battezzato.... Indovinate un poco? Francobollo di Stato!