Italian poem
XXXIV
Sull’argine fangoso e desolato, sotto il ciel che s’oscura, come ingiunto gli fu veglia il soldato e guarda la pianura.
Non un canto lontan, non un susurro dai muti casolari; non un allegro fil di fumo azzurro s’alza dai focolari.
Sol di bimbi affamati un gemer lento sembra morir lontano.... La fame, la miseria e lo spavento pesan sul triste piano!
Pensa il soldato: — «Ahimè, lacrime umane «noi vi freniam con l’armi! «Oggi, se a casa mia non c’è più pane «ci saranno i gendarmi!»