Italian poem
XXXIII
Corpulento, paffuto e crapulone dice a’ compagni suoi frate Giocondo: «Credo che la miglior carne del mondo sia quella del cappone.»
Ma ritto e sodo come una colonna, con l’occhio incantator del basilisco, frate Lupo risponde — «Io preferisco la carne della donna;»
e fra’ Leon, che tra le zampe sue stringe il boccal ricolmo e lo carezza, conclude — «Quanto a me, nell’incertezza, le adopro tutt’e due.»