Italian poem
XXXIX
Lodiamo Iddio col cuore e col midollo dell’anima e dell’ossa. I penitenti con la corda al collo ritornano a Canossa!
Pei fangosi sentieri e per le vie già poste in abbandono, con un lungo alternar di litanie vanno a chieder perdono
ed il Pastor che lega e che discioglie in cielo a suo talento, apre le braccia e nell’ovil raccoglie il ravveduto armento.
Il terror della colpa e del peccato aperse gli occhi a tutti. Oh, il prete che di notte ha seminato, coglie di giorno i frutti!
Al tuo pie’ genuflesso eccoti a squadre il popol tuo devoto; deh, non negargli, o male offeso Padre, la carità del voto
Scorda il venti settembre e le bandiere e i discorsi imprudenti. Già i tappeti eran pochi alle ringhiere e i lumi quasi spenti.
Non lo faranno più: ma poi che reggi le sorti d’Israele, non far che salga del Comune ai seggi il popolo infedele.
Scegli tra i penitenti! Abbandonati lascieranno i migliori, contenti assai se gli ultimi soldati godranno i tuoi favori,
e, benedetti poi dal Santo Erede e Successor di Pietro, se sono indegni di baciargli il piede gli bacieran... didietro!