Italian poem
Di que' bei crin, che tanto più sempre amo
by Pietro Bembo
Di que’ bei crin, che tanto più sempre amo, quanto maggior mio mal nasce da loro, sciolto era il nodo, che del bel tesoro m’asconde quel, ch’io più di mirar bramo;
e ‘l cor, che ‘ndarno or, lasso, a me richiamo, volò subitamente in quel dolce oro, e fe’ come augellin tra verde alloro, ch’a suo diletto va di ramo in ramo.
Quando ecco due man belle oltra misura, raccogliendo le treccie al collo sparse, strinservi dentro lui, che v’era involto.
Gridai ben io, ma le voci fe’ scarse il sangue, che gelò per la paura: intanto il cor mi fu legato e tolto.
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