Versos Italian Pietro Michiele O notte, o de le stelle

Italian poem

O notte, o de le stelle

by (1603–1651)

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O notte, o de le stelle imperatrice altera, ch’in mezzo appunto a la celeste sfera ricca ten vai di quelle, perdona a me s’intanto rompo il silenzio tuo muto col canto. Ne le tenebre antiche dolce desio mi mena le tue lodi a spiegar, diva serena. Le canore fatiche sacro a te de l’ingegno, se pur non son di tanta grazia indegno. Tu, se d’ombra velata succedi al sole in cielo, pomposo d’astri a dispiegar tuo velo, d’argentei raggi ornata, Espero ti precorre, e se in mar cadi, in mar dietro ti corre. Con le tenebre ascondi, quand’è invecchiato, il giorno, che fanciullo sen fa poscia ritorno. Tu di quïete abbondi, onde riposa il fianco l’uom da l’opre dïurne afflitto e stanco. Te regnando, han riposo tra i frondosi arboscelli de le selve canore amici augelli; tu l’umor rugiadoso spargi sul prato, e avvivi tra l’erbe verdi i fior di vita privi. Di quella onde tu pura rugiada abbondi ognora, la biada degli altrui campi s’irrora; e di cibarsi han cura di questa pur quei fochi, che t’illustrano ognor d’aurati fiochi. Allor le belle ninfe, coronate di fiori, forman di danze piú leggiadri cori. Le naiadi tra linfe, e i piedi ai balli han pronti oreadi e napee tra selve e monti. Tu, de’ studi amatrice, a vigilar c’invogli, cupidi di saver sugli altrui fogli: tu rendi altrui felice, mentre facile e piano rendi il giogo di Pindo aspro e sovrano. Caramente nel seno tu gli raccogli e dái ristoro ai lor martír, pace ai lor guai; e sol, tu sola, a pieno di ritrovar ti vanti ne le guerre d’amor pace agli amanti. Tu, mentr’io taciturno a ritrovar m’invio Dorina, il mio bel Sol, l’idolo mio, col tuo velo notturno rendi i miei passi occolti, sí ch’altri non mi veggia e non m’ascolti. Al ritorno io prometto con piú soave stile a la lira accordar plettro gentile, dandoti in ogni detto tante lodi veraci, quanti saran de la sua bocca i baci.