Italian poem
In preda già de' più lascivi amori
by Pietro Michiele (1603–1651)
In preda giá de’ piú lascivi amori, a cui con piacer vano il mondo invita, la peccatrice in su l’etá fiorita s’ornò di gemme e profumò d’odori. Poi de’ commessi suoi vulgari errori passò tra i boschi a sospirar romita e, mentre apriva a sospirar l’uscita, aprian per lei del ciel gli angeli i cori. Tu, mentre in finta scena il mondo insano segui, poi sprezzi e tra i celesti giri spieghi lodi canore al re sovrano; prima tra molli vezzi ogn’alma aggiri, poi teco al ciel da questo fango umano per la traccia sen va de’ tuoi sospiri.