Versos Italian Silvio Pellico Santa Fortunula

Italian poem

Santa Fortunula

by (1789–1854)

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Ed a te pur, Fortunula immortale, La fronte mia s’atterra. Deh! chi sarà che ne discopra quale Vivesti in sulla terra?

Nulla di te sappiam, fuorchè il bel nome E la tomba che il porta, E a chiari indizi di martirio, come Per nostra fè sei morta.

L’ossa inadulte e il teschio venerando Sembran dir che donzella Eri trilustre, allor che iniquo brando Svenò tua salma bella.

Forse del padre e della madre amata Che per Gesù moriro, Piangendo sul sepolcro, indi infiammata Sentivi te al martiro;

Nè senza loro, e senza il paradiso Più viver, no, potesti, E magnanima gl’idoli hai deriso, Ed ai leon corresti.

Forse malgrado genitori insani Che con minacce e grida, E con tenere lagrime e con vani Spregi voleanti infida,

Dal lor sen con angoscia ti strappavi Per abbracciar la Croce, E spirando al battesmo li invitavi Con amorosa voce.

E forse allora e padre e genitrice Commossi al detto caro, Sclamavan: « Siam cristiani! » e la cervice Porgeano all’empio acciaro.

E forse della vergine alla morte, Tal, che sue nozze ambìa, Eternamente farsi a lei consorte Volle, e con lei morìa.

Noi pure eternamente in ciel vederti, O vergin, sospiriamo, E il pregarti n’è gioia, ed esser certi Che in te un’amica abbiamo.

Due menti pie tua spoglia hanno raccolta E tratta a queste sponde, Ambe quell’alme a te devote ascolta, E sien per te gioconde.

E chiunque a Fortunula s’inchina Gentile ottenga un core Che lieto porti alla beltà divina Immensurato amore!

E le afflitte, scampate appo quest’ara Dalle mondane frodi, Obbliin lor pene, celebrando a gara Di te, di Dio le lodi.