Italian poem
I (irrat ilgil i e eccoc a…)
by Silvio Spaventa Filippi (1871–1931)
irrat ilgil i e eccoc a are’S ,ottehcsip len navallertrig irranicnec i icsol ittut .ottets egnol navaigguffus
S’era a cocce e i ligli tarri girtrellavan nel pischetto, tutti losci i cencinarri suffuggiavan longe stetto.
"Figlio attento al Giabervocco: ha gli artigli ed ha le zanne, ed attento, attento aI Tocco, e disprezza il frumio Stranne!"
Egli prese in man la spada — da gran tempo lo cercava — e sull’albero di nada in pensiero riposava.
Mentre stava sì in pensiero ecco il Giabervocco appare per il bosco artugio e fiero tutte alunche fiamme pare.
Uno e due! Ecco che fa l’itra spada zacche, zacche. L’erpa testa ei lascia, e va galonfando pel pirracche.
"Hai ucciso il Giabervocco! Vieni, figlio, che t’abbracci, vieni, figlio, al bardelocco dei dì lieti di limacci!"
S’era a cocce e i ligli tarri girtrellavan nel pischetto, tutti losci i cencinarri suffuggiavan longe stetto.