Italian poem
IX (" Su dormi signora, nel grembo…)
by Silvio Spaventa Filippi (1871–1931)
" Su dormi signora, nel grembo d’Alice; schiacciamo un sonnetto; beato e felice; al ballo n’andremo, finito il festino, Regine ed Alice pianino pianino."
— Nella casa dello Specchio disse Alice: "Io son Regina, e mi metto sulla testa la corona ogni mattina: della Casa dello Specchio cittadini ed abitanti a pranzar con la Regina or v’invito tutti quanti."
— Presto i calici colmate e riempite i belliconi, e la tavola di crusca sparpagliate e di bottoni; entro il tè mettete i gatti ed i topi nel caffè viva Alice la Regina, viva trenta volte tre.
"Della Casa dello Specchio, cittadini ed abitanti, è un onore per me grande di vedervi tutti quanti: è un ambito privilegio darvi un pranzo e darvi il tè con le due belle Regine Bianca e Rossa e poi con me"
"Presto i calici colmate con inchiostro e teriaca e con ciò che più vi piace, dolce a ber che non ubbriaca E mischiate lana e vino o la sabbia col caffè, ed Alice salutate, più di cento volte tre"
"Prima il pesce bisogna acchiappare" (Facilissimo un bimbo può prenderlo) "Quindi il pesce bisogna comprare...." con un soldo dovunque si ha.
"Ora il pesce bisogna lessare...." facilissimo.... l’acqua è già tepida.... "In un piatto lasciatelo stare?" Assai facil... sul piatto già sta.
"Date qui, chè lo voglio mangiare"; ecco fatto, portato è già in tavola; "ma il coperchio bisogna levare," e il coperchio non giungo a scoprir.
Chi l’ha fatto col piatto saldare? Io dispero il coperchio di togliere. Di’, che cosa è più facile fare: "questo piatto od un senso scoprir?"