Versos Italian Tommaso Crudeli O Nina, a te che sei

Italian poem

O Nina, a te che sei

by (1702–1745)

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O Nina, a te che sei luce degli occhi miei, spirto di questo cuore, a te concesse Amore sopra ogni core e ogni alma la corona e la palma.

Nelle tue rosee dita bella virtù gradita è di tesser lavoro con fil d’argento e d’oro, il quale or rappresenti fiori vaghi e ridenti, or formi in aria augelli al volo agili e snelli.

O per selve e dirupi cervi, conigli e lupi, o per verdi campagne bovi, pastori ed agne, o di notte sul fiume il pescator col lume, che colla sua forcina verso l’onda si china, vibra il colpo, e sul lito vede il pesce ferito.

Così vivo il dimostra, Nina, quest’opra vostra, ch’io m’appresso a quel fiore per rapirne l’odore; quell’augellin non pare ch’or or voglia volare? Quel cervo fugitivo non par che passi il rivo? e raddoppiando il salto levi lo spruzzo in alto?

Mira sopra quel masso starsene a capo basso quel pastore, e dormire; ecco in tanto salire da quel vallon più cupo verso l’agnelle il lupo. Ah ch’io bramo destarlo, e del rischio avvisarlo: or or tutto gli ammollo con questa linfa il collo; Nina, o mi tien’ la mano, o ch’io bagno il villano. Oh come corri in fretta con la man furiosetta per togliermi di mano l’onda, ma corri in vano: perch’io, che son pietoso, al pastor dormiglioso collo spruzzo improvviso vo’ dar del lupo avviso.

Ah tu ridi amorosa, bella ninfa ingegnosa, e colla man t’avventi alla mia mano, e tenti rapirmi semplicetta la piena bomboletta: grazie al cielo una volta, Nina mia, ti ci ho colta! Non ti diss’io iersera, ricamatrice altera, quando ti chiesi in vano la delicata mano, che sarebbe arrivato un punto desïato, nel qual tu non pregata me l’averesti data? Vedi che questo punto, bella mia Nina, è giunto.