Italian poem
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Allor che ne’ miei spirti intepidissi Quel ch’accendete voi soave foco, Pigro divenni augel di valle e roco E vile e grave a me medesmo io vissi: Nulla poscia d’amor cantai né scrissi, E s’alcun detto i’ ne formai da gioco N’ebbi scorno tal volta, e basso e fioco Garrir non chiaro e nobil carme udissi.
Come cetra son io discorde, o come Lira cui dotta mano o rozza or tocchi E dia noia o diletto in vario suono; E dolce il canto è sol nel vostro nome, E poetando sol di sí begli occhi Mi detta Amor quanto io di lui ragiono.