Italian poem
Così parlommi, e per l'afflitte vene
by Vincenzo da Filicaja (1642–1707)
Così parlommi, e per l’afflitte vene Sprito corse di conforto al core: Ma l’Alma ritenendo il primo errore, Segue a nutrir le sue feconde pene. Ahi come a filo debile s’attiene Il viver nostro, e come passan l’ore! E come tosto inaridisce e muore Anzi suo tempo il fior di nostra spene! Due spirti Amor con ingegnoso innesto Giunti avea sì, che potean dirsi un solo; E questo in quel viveasi, quello in questo. Sparve l’uno, e spiegò ver l’Etra il volo, Lasciando all’altro solitario e mesto Per suo retaggio il desiderio e ’l duolo.
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