Italian poem
Nate e cresciute sotto fier Pianeta
by Vincenzo da Filicaja (1642–1707)
Nate e cresciute sotto fier Pianeta Son le pecore mie pur magre e smunte! Rio quei non è, che scorra, erba, che spunte Per loro, e ’l Ciel se ’l vede, e pur nol vieta. Ed or, che i campi estivo raggio asseta, Arse, e languenti, e dal digiun consunte Paion dir: ove ohimè, dove siam giunte! Morte, o ristoro al nostro duol sia meta. Io gli occhi abbasso per dolor, nè loco Mutar mi lice, ch’è destin, ch’io deggia Esser qui esempio di Fortuna, e giuoco. E vò, che l’empia si satolli, e veggia Pur una volta (e lo vedrà tra poco) Tutta perir col suo Pastor la Greggia.