Italian poem
Or chi fia che i men noti e i più sospetti
by Vincenzo da Filicaja (1642–1707)
Or chi fia che i men noti e i più sospetti Scogli mi mostri, onde la vita è piena? E la turbata Sorte, e la serena, Col proprio esempio a ben’usar m’alletti? Chi fia che gli egri miei confusi affetti Purghi, e rischiari, e dia lor polso, e lena? E degl’interni moti alla gran Piena Argine opponga di consigli eletti? Chi fia, che meco i suoi pensier divida, E de’ casi consorte o buoni o rei, Al mio riso, al mio pianto e pianga, e rida? Fammi, o Morte, ragion, se giusta sei, O uccida il Tempo, pria che ’l duol m’uccida, La memoria del Ben, se ’l Ben perdei.
More by Vincenzo da Filicaja
- Morte, che tanta di me parte prendi
- Nate e cresciute sotto fier Pianeta
- Nè fera tigre, che dagli occhi spire
- Oh quante volte con pietoso affetto
- Piangesti, Roma: e in te si vide espressa
- Qual madre i figli con pietoso affetto
- Questa, che scossa di sue regie fronde
- Re grande e forte, a cui compagne in guerra